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Come favorire l’inclusione durante la ricreazione? L’attività collaborativa che crea nuove amicizie

📅 3 Agosto 2026✍️ di Marta Locatelli⏱️ 6 min di lettura

La ricreazione scolastica è un intervallo breve, in media 15–25 minuti, ma incide in modo decisivo sulla qualità delle relazioni tra pari. Una gestione intenzionale di questo tempo, con obiettivi educativi chiari e strumenti di osservazione, può trasformarlo da momento caotico a palestra sociale in cui ogni bambina e ogni bambino trova spazio, voce e nuovi legami.

Perché la pausa di metà mattina incide sull’inclusione

Per inclusione si intende un processo organizzativo e didattico volto a garantire pari opportunità di partecipazione e apprendimento a tutti, indipendentemente da abilità, lingua di origine o condizione socioeconomica. Nella pratica quotidiana, la ricreazione è uno dei contesti meno strutturati della giornata scolastica e, proprio per questo, ad alta variabilità: senza cornici condivise tendono a prevalere gruppi chiusi, giochi competitivi e dinamiche di esclusione.

Le Indicazioni nazionali per il curricolo (2012, aggiornamento 2018) richiamano l’école come comunità educante e collocano le competenze sociali tra gli esiti attesi. Anche la prospettiva delineata da Legge 104/1992 sottolinea la responsabilità della scuola nell’abbattere barriere ambientali e relazionali. In questo quadro, l’intervallo non è un vuoto ma un contesto didattico non formale che richiede criteri, ruoli e strumenti adeguati.

La ricerca internazionale sul cooperative learning (apprendimento cooperativo) mostra che compiti interdipendenti con obiettivo comune riducono i conflitti e migliorano il senso di appartenenza. Applicare questi principi al cortile significa progettare attività che privilegino interazione positiva, responsabilità individuale dentro un obiettivo condiviso e riflessione finale.

Attività collaborativa: il “Cantiere delle Amicizie”

Il “Cantiere delle Amicizie” è un protocollo operativo per la ricreazione, adattabile dai 5 ai 12 anni. L’obiettivo è costruire insieme un manufatto temporaneo (un percorso motorio, una mappa di gessetti, una scultura di elementi naturali o riciclo) entro un tempo definito, con ruoli rotanti e regole semplici.

Obiettivi specifici: a) aumentare le interazioni tra pari non abitualmente in contatto; b) ridurre episodi di esclusione; c) allenare negoziazione, turnazione, gestione dei materiali.

Durata: 20 minuti totali, suddivisi in 3 fasi: 3 minuti di briefing, 14 minuti di attività, 3 minuti di debriefing.

Struttura dei gruppi: 4–6 alunni per squadra, eterogenei per età (laddove possibile nei plessi verticali), lingua madre e livello di abilità. La composizione ruota settimanalmente secondo un calendario visibile.

Ruoli con definizione operativa:

  • Coordinatore: facilita il turno di parola; usa un segnalino per distribuire i turni.
  • Timekeeper: gestisce i tempi con un timer visivo e avvisa ai minuti 7 e 12.
  • Material manager: consegna e raccoglie i materiali, verifica l’integrità.
  • Inclusion buddy: osserva chi resta ai margini e propone micro-compiti di ingresso.

Materiali: coni o gessetti, corde morbide (2–3 m), clip di plastica, cartoncini con istruzioni visive, tappetini antiscivolo. Per l’infanzia si aggiungono immagini-sequenza; per la primaria II ciclo, carte-sfida con vincoli logici (es. “il percorso deve avere 3 curve e 2 punti di incontro”).

Sequenza operativa:

  1. Briefing (3’): l’adulto esplicita l’obiettivo del giorno e ricorda le regole di sicurezza. I ruoli vengono assegnati o ruotati.
  2. Cantiere (14’): le squadre progettano e realizzano. Il timekeeper scandisce i tempi; l’inclusion buddy invita chi osserva ai margini ad aggiungere un pezzo o testare il percorso.
  3. Debriefing (3’): domande guida a risposta breve: “Chi ha aiutato chi?”, “Cosa cambieremmo domani?”. Viene registrata un’evidenza per gruppo.

Accessibilità: i compiti sono scalabili (Universal Design for Learning). Esempio: chi presenta difficoltà motorie può assumere il ruolo di supervisore del tracciato o di fotografo con tablet; per alunni con bisogni comunicativi complessi si usano tabelle di comunicazione con pittogrammi.

Spazi, organizzazione e sicurezza

Spazio minimo consigliato: 10 × 15 m per 2 squadre, con zone marcate da coni o nastri. Segnaletica semplice definisce aree materiali e di sosta.

Rapporto di sorveglianza: 1 adulto ogni 25 alunni nella primaria; nelle scuole dell’infanzia 1 ogni 15–20 a seconda del contesto. Una postazione fissa tiene kit di primo soccorso e elenco dei ruoli assegnati.

La sicurezza segue il quadro del D.Lgs. 81/2008: valutazione del rischio per pavimentazioni scivolose, scelta di materiali atossici e flessibili, gestione delle vie di fuga. In caso di meteo avverso, il cantiere si sposta in palestra o corridoio ampio, con riduzione della dimensione dei gruppi.

Gestione del conflitto: si adotta un “time-out riparativo” di 2 minuti, non punitivo. L’adulto facilita un micro-accordo: cosa è successo, quale regola condivisa si riattiva, quale azione riparativa si mette in atto (es. offrire il cambio di ruolo).

Monitoraggio: indicatori, strumenti e risultati attesi

Per valutare l’efficacia si utilizzano indicatori semplici e misurabili raccolti su una rubrica di osservazione (scheda standardizzata di 1 pagina):

  • Partecipazione attiva: percentuale di alunni che svolgono un compito significativo per almeno 5 minuti.
  • Interazioni eterogenee: numero di scambi cooperativi tra pari non abituali.
  • Conflitti: episodi segnalati e loro durata.
  • Benessere percepito: semaforo emotivo a fine attività (verde/giallo/rosso).

Raccolta dati: una volta a settimana per 4 settimane. Condivisione nel consiglio di classe con breve report numerico. Se si documentano immagini, si rispettano policy interne su privacy e diritto all’immagine, con riferimento al Regolamento (UE) 2016/679 e alle informative scuola-famiglia.

Indicatore Ricreazione non strutturata Cantiere delle Amicizie
Rumore medio percepito Alto, picchi imprevedibili Medio, picchi gestiti dal timekeeper
Conflitti/minuto 0,4–0,6 (stimato) 0,1–0,2 con time-out riparativo
Partecipazione attiva 50–60% 80–90%
Interazioni eterogenee Basse Alte per design del gruppo

Risultati attesi dopo un mese: aumento del 20–30% delle interazioni tra pari eterogenei, riduzione dei conflitti osservati di circa il 50%, maggiore rapidità di rientro in aula grazie al debriefing strutturato.

Adattamenti per età e contesti linguistici

Scuola dell’infanzia (5 anni): focus su turnazione e motricità fine. Il manufatto può essere un “villaggio dei sassi” su tappetino, con ruoli semplificati e immagini-sequenza. Introduzione di storie brevi in più lingue per nominare i ruoli.

Primaria I ciclo (6–8 anni): percorso motorio a stazioni. Le carte-sfida contengono indicazioni iconiche e numeriche (es. “2 ponti, 1 tunnel”). Il timekeeper usa clessidre visive da 1 e 3 minuti.

Primaria II ciclo (9–11 anni): vincoli logici e di simmetria. Debriefing con micro-riflessione scritta su cosa ha facilitato l’inclusione. Possibile integrazione con conteggio dei passaggi sul percorso e ottimizzazione collettiva.

Contesti plurilingui: secondo l’esperienza maturata da Marta Locatelli in laboratori interculturali della prima infanzia, l’uso di parole-chiave plurilingui e brevi fiabe registrate in più lingue abbassa la soglia d’ingresso. Un “angolo delle storie” mobile (cuffie e lettore) può ispirare i nomi delle squadre e i temi dei manufatti, favorendo il riconoscimento reciproco senza tradurre tutto in una sola lingua.

Criticità frequenti e soluzioni operative

  • Resistenze iniziali: presentare l’attività come pilota di 4 settimane con valutazione a fine ciclo. La cornice temporale limita l’ansia da cambiamento.
  • Materiali insufficienti: definire un kit base per 4 squadre con budget minimo; prevedere donazioni di classe e materiali di recupero certificati puliti.
  • Squadre sbilanciate: utilizzare una griglia di composizione che garantisca almeno due elementi di eterogeneità (es. genere e lingua madre).
  • Ruoli monopolizzati: ruotare i ruoli ogni due giorni e inserire badge visivi; il docente annota chi ha coperto cosa.
  • Spazio limitato: alternare cantiere motorio e cantiere grafico a gessetti su superfici diverse; programmare due turni di 10 minuti.

Una scuola che intende istituzionalizzare l’approccio inserisce il protocollo nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, specificando obiettivi, responsabilità e criteri di valutazione. In questo modo, la ricreazione diventa parte integrante del progetto educativo, coerente con finalità e standard di sicurezza.

La sintesi è operativa: un compito comune a bassa soglia di accesso, ruoli chiari, tempi brevi e riflessione finale. In una cornice così progettata, la socialità non è lasciata al caso e l’amicizia trova un terreno concreto per nascere e consolidarsi.

Marta Locatelli

Marta ha lavorato come volontaria per un’associazione che organizza laboratori interculturali nelle scuole dell’infanzia. Trasmette la sua energia attraverso racconti di incontri tra bambini di sfondi diversi e l’uso di fiabe in lingue differenti. Tiene molto al dialogo con le famiglie.